ASSOCIAZIONE NAZIONALE SOVRINTENDENTI DELLE 5 FORZE DI POLIZIA VINCITORI DI CONCORSO

 

 

Scauri, li 24.02.2003

                                                                                                                       Alla Segreteria Nazionale                             S A P

Via Cavour, 256               Roma

 

 

Gentile Dott. Saltamartini,

in nome e per conto di tutti i 786 associati dell’anno 2002 di Sovritalia So.Vi.Co., tra i quali diversi Assistenti Capo, ho il dovere morale di replicare ai contenuti denigratori del Sap Flash n° 7/2003, di controbattere su alcuni punti peraltro con Lei più volte affrontati e discussi, e di fare chiarezza – una volta per tutte – su alcuni aspetti della vicenda riordino del 2001, dei successivi sviluppi e sulle posizioni dei Vice Sovrintendenti vincitori di concorso (per esami), vicenda che sta assumendo toni, invero, alquanto grotteschi.

Già con lettera aperta a Lei medesimo indirizzata nel dicembre 2001 (http://www.sovritalia.com/DOCUMENTI/LetterapertaSaltamartini.htm) avevo esposto il pensiero dei Vice Sovrintendenti vincitori di concorso, oggi lo faccio anche a nome di svariati colleghi Assistenti Capo iscritti alla neonata Associazione, certo di rendere chiaro e definitivo il nostro pensiero, suffragato da più e diversi documenti datati e disponibili a tutti.

Pur essendo lusingato per l’attenzione dimostrataci attraverso la lettura costante dei nostri documenti e comunicati, come si evince dalla lettura di numerosi Sap Flash, non posso che criticare i toni ed i contenuti del Flash citato e ricordare, qui di seguito, come taluni aspetti della vicenda fossero a noi – e solo a noi – noti fin dal febbraio 2001.

Sarà perché direttamente coinvolti, perché rei di essere studiosi, oltre che fortunati, ma abbiamo sempre considerato precipuo l’obbligo di informarci e di informare. E perciò abbiamo raccolto una messe di documenti ed informazioni su tutto e tutti i soggetti e gli aspetti – sia giuridico-normativi che semplicemente correlativi – riguardanti la vicenda nella sua interezza.

Ad esempio, il comunicato agli Assistenti Capo del giugno 2002 (http://www.sovritalia.com/DOCUMENTI/AssistentiCapo.htm), riportato a seguito di quello citato nel Flash oggetto della presente, fu redatto nella consapevolezza che si sarebbe verificato quanto oggi é oggetto di copiose lamentele delle vostre stesse segreterie provinciali (non negatelo), soprattutto di quelle province a zero posti o poco più. Nella mia provincia (Latina) é oggetto quotidiano di discussione ed io da sempre mi ostino di far comprendere alcuni aspetti normativi che oggi, in un clima a dir poco avvelenato, sono – ex post – riconosciuti veritieri.

 Leggo che noi, già saccenti ed imbecilli, poi utili idioti ed oggi anche facinorosi e arroganti, staremmo cercando consensi tra gli attuali Assistenti Capo “trombati” (il termine suona di scherno ma é la cruda realtà) per assurgere a qualità di Sindacatino (e qui non di scherno si tratta, ma di spregio). Ma non era Lei stesso che  lo scorso ottobre nella Sua sede Romana, faccia a faccia, tra attestati di stima e sorrisi ci chiedeva apertamente di “schierarci”? E diceva che non poteva manifestare a Piazza di Monte Citorio perché già impegnata da noi?  O se l’é scordato?  

Leggo che i facinorosi ed arroganti del 17° A.V.S. (ci aggiungerei anche parecchi V.S. del 15° e del 16°) avrebbero protestato contro gli Assistenti Capo e ricordo l’accusa di aver fatto naufragare un progetto praticamente già andato in porto nell’imminenza del D. Lgs. 53/2001 il quale prevedeva la reale apertura dei ruoli Agenti-Assistenti e quello Sovrintendenti con conseguente inquadramento dei V. Sov. vincitori di concorso nel superiore ruolo degli Ispettori, qualifica Vice Ispettore.

Così Lei diceva a Nettuno nel 2000, a Portonovo il 17.03.2002 e nella Sua sede romana lo scorso ottobre.

Con gli spiccioli di allora?  E con la netta opposizione di Brutti & co.?   Via.

E dove sarebbero gli atti di cotanta (vana)gloria? Non ve n’é traccia negli atti delle Camere, del Governo, delle Commissioni, negli stessi pareri consultivi dei Sindacati non si va oltre pure parole di circostanza, riportate più volte nei comunicati successivi.

Poche hanno redatto progetti articolati e supportati da cifre ed organici.

Non il Sap, ad oggi. O almeno non li ha resi pubblici, nemmeno a distanza di anni.

Leggo che il Dott. Aliquò (non citato direttamente ma il riferimento é retorico) ha abilmente strumentalizzato la protesta del febbraio 2001, poi indirizzata dai facinorosi contro gli Assistenti Capo.

Non leggo che 3.850 “fortunati e studiosi” pretendevano un trattamento almeno contemperante a fronte della concessione (secondo noi incostituzionale) di derogare alla selezione per esami per l’accesso al ruolo superiore (fu Lei stesso a ricordarci l’art. 97 Cost. in una Sua missiva indirizzata al collega Loche e con stupefacente solerzia in un Sap Flash fu commentata la sentenza 218/2002 Cost. nella quale (ci) si ricordava lo stesso principio). 

Peccato che il medesimo sia stato dimenticato con sospetto tempismo, quando opportuno.

Superfluo ricordare che tra i 3.850 vincitori dei 15°, 16° e 17° vi erano circa 400 ex Assistenti Capo, ai quali, per effetto della novella legislativa sarebbe bastato attendere pochi, pochissimi anni, per ottenere comunque lo stesso inquadramento senza alcuno sforzo. 

Era nel Vs Sap Flash del 08.02.2001 (cfr) che si ventilava l’ipotesi di ricorrere finanche alla Corte Europea di Giustizia se tale iniquità fosse divenuta, come poi é stato, realtà.

Per poi scrivere e dire a più riprese che i ricorsi servono solo ad arricchire gli avvocati.

Se le richieste delle manifestazioni dei comitati spontanei del 17° A.V.S. fossero state presentate dal Sap, anziché gentilmente offerte dall’ANFP, quale sarebbe lo scenario attuale?

Diverso?

Non credo.

I fondi erano esigui, la volontà politica non prevedeva sconti e regalie come nel 1995, la paura di creare altri sconquassi era enorme e chi discuteva degli attuativi non conosceva appieno la materia (tale é l’ultima conclusione scaturita dalla discussione del PDL Lucchese, respinto con l’auspicio di costituire al più presto una Commissione di esperti per la Polizia di Stato, cfr).

Questi sono fatti, documentati e incontrovertibili.

 

Lei, Dott. Saltamartini, lo sa bene. Come già scrittoLe più di un anno fa’, da buon conoscitore del Diritto non può non sapere quale é stato l’escursus storico della questione riordino e dei dettagli normativi che l’hanno regolata.

Noi, rimboccateci le maniche, l’abbiamo studiata (é un vecchio vizio, duro a morire,  quello di studiare...) partendo da lontano e, quando necessario ed opportuno, abbiamo chiesto lumi a legali e docenti.  Che saccenti non sono.

 Il riordino del 1995, é acclarato, ha prodotto enormi sconquassi ordinamentali ed ha generato indiscutibili rincorse di rivendicazioni, tanto che fin dal 1996, in Parlamento, si sono succeduti diversi PDL impliciti la questione specifica a firma di prestigiosi esponenti politici (Frattini, Scajola, Gasparri, Pivetti, ecc.)

Tutti, ma proprio tutti questi PDL, prevedevano:

  • la ricostituzione della qualifica dell’Assistente Capo U.P.G.;
  • la ricostituzione dello scatto stipendiale del 2,50% connesso;
  • l’inquadramento (e non concorso, sia pure per soli titoli) degli Assistenti Capo nel ruolo Sovrintendenti, qualifica Vice Sovrintendente, nella misura del 50% dei posti disponibili annualmente.

 Nell’ambito della Legge delega 78/2000 fu inserito a bella posta l’art. 9 – volutamente molto generico – con l’obiettivo di “integrare e correggere” il riordino del  1995 nel rispetto dei “criteri, principi e procedure” della delega di cui alla Legge 216/1992 (la delega del D.Lgs. 197/95).

Si arrivò dunque agli attuativi.

La copertura di spesa era infima, assolutamente insufficiente per approntare un provvedimento decente, l’allora Capo del Dicastero premeva affinché la scadenza della delega, già prorogata di due mesi al 28.02.2001, venisse rispettata, la 1a Commissione discuteva le bozze auspicando l’unificazione dei ruoli esecutivi, elargendo una pioggia di insignificanti “emolumenti pensionabili annui lordi” e concedendo (caso unico nella recente storia dell’Amministrazione) una riserva di posti esclusiva per i futuri concorsi a V. Isp. (evidentemente la protesta aveva un fondamento che in quanto tale venne riconosciuto).

Si arrivò quindi ad una conclusione imperfetta, forse dettata dalla fretta di concludere l’iter, dalle somme stanziate assolutamente deficitarie, dalla cattiva conoscenza della materia da parte dei legiferanti (come detto poc’anzi, tale assunto é stato esplicitamente riconosciuto in 1a Commissione poche settimane or sono).

Morale della favola: agli Assistenti Capo (Assistenti fino al 31.08.1995) fu concessa l’agevolazione di un “fittizio concorso per soli titoli (anzianità)” (On. Cola, interrogazione parlamentare del 14.02.2001) e non l’inquadramento richiesto con tutti i PDL post 1995.

Grida di giubilo e alti proclami di rivendica della paternità della lustra vittoria.

Ma in fondo era soltanto un surrogato di quanto richiesto, ed infatti, come solo noi abbiamo rilevato, avrebbe generato altri e più intricati garbugli.

 Inquadramento significa trasposizione immediata e certa per tutti nel ruolo superiore, magari per scrutinio per merito comparativo o previo frequentazione di un corso di aggiornamento (sulla falsariga del vecchio corso di U.P.G.).

Concorso significa, invece, assoggettamento del medesimo a regolamento di concorso con annessa – da sempre – ripartizione provinciale dei posti (art. 17 L. 400/1988, D.M. vari, tutti i Bollettini Ufficiali dei concorsi, art.1, comma 1, lett. a del Regolamento del 18° A.V.S. emanato il 01.08.2002).

E l’Amministrazione, con i  regolamenti, ha sempre esercitato il suo potere discrezionale  ripartendo i posti messi a concorso secondo le sue esigenze, spalmando i numeri secondo la sua pianta organica, magari un po’ attempata, ma ufficiale e vigente. 

Eccesso o sviamento di potere, ma così é sempre stato.

E ciò é avvenuto anche per i corsi del 15°, del 16° e del 17°, tant’é che, addirittura, quando i posti messi a concorso non venivano interamente ricoperti (il 22% in meno di media per i su citati tre corsi) l’Amministrazione ha ritenuto opportuno diminuire o nientemeno eliminare totalmente i posti in esubero in determinate province senza rispettare un auspicabile, prevedibile taglio proporzionale. E’ il caso del 16°, ricorda la lettera (all.) sottoscritta dai circa 100 A.V.S. di Nettuno che chiedevano lumi (e tutela) anche a Lei, allorquando a fine maggio 2000 furono tagliati 153 posti su 240  a Roma e 44 su 62 a Napoli, costringendo noi sudisti (soprattutto) a epici trasferimenti?

Rimasero solo sei posti a Napoli.

Nessuna risposta, nessuno strepito, nessuno strappo di vesti, nessun proclama, nessuno sviamento di potere, nessun eccesso, nessun annuncio di tutela giurisdizionale.

Silenzio assoluto.

Forse che una esigua minoranza non giustifica lo sforzo di una potente organizzazione?

Eppure oggi, per il solo fatto di aver preveduto e scritto fin nelle sfumature ciò che puntualmente si é verificato ad una esigua minoranza di colleghi sfigati (come noi) e trombati (come noi a suo tempo), rei di risiedere in province non degne dell’attenzione della politica della Prossimità, ci sentiamo attaccati con l’accusa di voler accattivarci il consenso degli sfortunati.

 Lei non può non sapere tutto questo, mi rifiuto di crederlo.

Ed allora, per onestà intellettuale, non può strumentalizzare questa tesi come una mera propaganda qual é.

Né può accusarci – come fatto più volte ed in diverse sedi -  di aver affossato fantomatici progetti nel febbraio 2001, tanto meno di aver ostacolato la progressione di carriera aperta dei ruoli esecutivi.

Anzi!

E’ proprio su questa ipotesi che facciamo leva per veder realizzate le nostre aspettative (ns proposta del luglio 2001, http://www.sovritalia.com/DOCUMENTI/PropostamodificadelLgs532001.htm), anche con il nostro ricorso giurisdizionale al TAR Lazio, contenuta finanche nell’ultimo interessante PDL AC 3437.

Perché siamo convinti da sempre che il riconoscimento delle nostre legittime aspettative, inquadrata nell’ottica di norme transitorie di reali “integrazioni e correzioni” degli effetti distorsivi del riordino del 1995, non può non passare attraverso una globale, definitiva ridiscussione di tutti i ruoli e qualifiche e correlate mansioni e funzioni.

Tutto riportato da tempo nei nostri documenti e comunicati, accessibili a tutti sul ns sito web, trasparenti e coerenti, divulgati dai nostri referenti provinciali (non segretari) che tra l’altro, sono anche Suoi iscritti, così come di altre OO.SS.

Solo chi fa lo struzzo può asserire il contrario.

O chi usa strumentalmente una cassa di risonanza notevole delegittimando il lavoro altrui per fini avulsi dalla realtà lavorativa nella quale viviamo.

Davvero ha il timore che, sulla genuinità del lavoro fin qui svolto, Sovritalia So.Vi.Co. possa raccogliere consensi, guadagnarsi qualche migliaio di tesserati e davvero voglia trasformarsi in Sindacatino? Anche volendo non lo potremmo fare, per specifica norma del nostro statuto (trasparente e pubblicato sul ns sito web).

E comunque non lo vogliamo.

Ci inorgoglisce l’attenzione dimostrataci da alcuni grandi e seri Sindacati e ci piacerebbe che tanto lavoro finora svolto fosse utilizzato al meglio, per addivenire in tempi più brevi possibili ad una soluzione soddisfacente per tutti ed esaustiva della vicenda riordino e suoi strascichi che ciclicamente si ripropongono.

Come espressamente contenuto nello statuto della Associazione.

Ci aspettiamo che il Suo Sindacato impugni la parte del provvedimento di concorso relativa alla ripartizione provinciale dei posti, così come non é stato fatto per altri nel giugno 2000, e sappia tutelare adeguatamente le aspettative legittime di chi, ora per la seconda volta, é stato preso per i fondelli con false promesse e malcelati proclami di rivendica.

E forse sarebbe ancora meglio se chiedeste l’annullamento del concorso medesimo attendendo gli sviluppi dei PDL attualmente presentati e che prevedono enormi risparmi di spesa per la P.A., oltre al riconoscimento di quanto richiesto da TUTTI  i ruoli e qualifiche.

A tal proposito ci chiediamo quale sia attualmente l’orientamento del Suo Sindacato sulla questione e quali siano i progetti redatti.

Sarebbe opportuno erudire gli iscritti sulla situazione riordino, iscritti che in minima parte sono anche ns associati.

E comunque anch’essi indossano un’uniforme.

O no?

Ci piacerebbe che Lei acconsentisse ad incontrarci nuovamente, certi che gli attriti manifestatisi nascono dalla medesima volontà di lotta e proposizione costruttiva e da una stima reciproca ma incompresa.  Moltissimi associati lo chiedono espressamente.

Lo faccia, sarebbe un bene per tutti. E azzererebbe tutte le passate e odierne polemiche.

Che con tutti gli altri Sindacati non sussistono.

Rimaniamo in attesa di un riscontro.

 

Saluti.

                                                                                                                       mtreglia