COMUNICATO  15  GENNAIO  2004

 

 

E’ notizia del 14 gennaio u.s. che è stata pubblicata la graduatoria degli Assistenti Capo aventi diritto a partecipare al corso di formazione ed aggiornamento professionale per il 18° A.V.S.

Il SIULP ha pubblicato un comunicato nel quale si palesa la decorrenza giuridica del predetto corso che andrebbe a decorrere dal 1° gennaio 2001, data che comporterebbe lo scavalcamento giuridico del 18° in danno del 17° corso (maggio 2001).

Nella prima formulazione, il D. Lgs. 53/2001 (l’ultimo riordino) all’art. 12 prevedeva:

Capo II

Norme transitorie e finali

Art. 12

1.       Per i concorsi da espletarsi per i posti disponibili al 31 dicembre 2000, l’Amministrazione è autorizzata ad articolare i corsi di formazione secondo la ricettività degli istituti di istruzione, tenendo conto del numero degli ammessi ai corsi medesimi, fatta salva la decorrenza a tutti gli effetti della nomina a vice sovrintendente dalla data di conclusione del primo corso di formazione relativo al concorso per titoli.

E ciò, quindi, unificando le date di decorrenza giuridica ed economica, scongiurava scavalcamenti di sorta.

Con la legge 16 gennaio 2003, n° 3  ( Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione), il legislatore ha modificato il su citato articolo, così novellato:

Art. 36. (Modifica all'articolo 12 del decreto legislativo 28 febbraio 2001, n. 53)

  1. Al comma 2 dell'articolo 12 del decreto legislativo 28 febbraio 2001, n. 53, le parole: "fatta salva la decorrenza a tutti gli effetti" sono sostituite dalle seguenti: "fatta salva la decorrenza economica".

Ne discende che la decorrenza giuridica al ruolo e alla qualifica sarà regolata dall’art. 2 D. Lgs. 53/2001 (la norma a regime) la quale è fissata al 1° gennaio successivo al 31 dicembre dell’anno nel quale si riferiscono le vacanze di organico, in specie al 31.12.2000 !!!

Siamo sinceramente felici che anche questa volta irreprensibili, efficienti, organizzate OO.SS. abbiano, di fatto, avallato l’ennesima aberrazione giuridica, figlia della mancata o pessima conoscenza del nostro Ordinamento, delle successioni cronologiche delle immissioni in ruolo e dei provvedimenti di riordino con le conseguenze che, ora, sono più che mai sotto gli occhi di tutti nella loro Kafkiana paradossalità.

Saranno altri tasselli che si incastreranno nel già ben articolato e dettagliato ricorso giurisdizionale che a breve sarà discusso (è in dirittura d’arrivo la richiesta di discussione con urgenza), con la richiesta di vaglio di costituzionalità delle norme di legge che sorreggono i provvedimenti amministrativi che ci penalizzano.

Sarà cura di questa associazione promuovere una provocatoria iniziativa volta alla richiesta di rinuncia della qualifica di Vice Sovrintendente e conseguente richiesta di reintegro nel ruolo Agenti – Assistenti, qualifica Assistente Capo, per i colleghi che precedentemente la rivestivano, al fine di guadagnare anzianità nel ruolo e nella qualifica, vari emolumenti pensionabili, etc. e mettere alla berlina la degenerazione.

Non sono pochi questi colleghi e ad essi si assoceranno senza dubbio tutti gli altri pari corso per la palese disuguaglianza procurata dallo scavalcamento subendo.

A margine della presente notizia, da noi accolta con entusiasmo date le conseguenze positive per lo scopo della nostra causa, è bene, ora, considerare alcuni concetti prioritari per il prosieguo della questione riordino, ora più che mai aperta e destinata a definirsi.

Cari colleghi,

è giunta forse l’ora di schierarsi apertamente.

E’ forse l’ora di prendersi delle precise responsabilità cercando lo spazio necessario per partecipare attivamente alla discussione ed alla proposizione dei pareri consultivi che saranno oggetto della stesura delle leggi e degli attuativi susseguenti.

Magari aderendo a delle federazioni, ma comunque ottenendo quello spazio e quella visibilità necessari per “vigilare” in prima persona sulla corretta interpretazione degli impegni che il Governo assunse in seno alla contrattazione di lavoro del maggio 2002 e successivi all’unanime riconoscimento della sperequazione subita, da noi e da altre categorie di lavoratori della Polizia di Stato.

Come abbiamo già scritto sul comunicato del 22 dicembre scorso, il Governo ha favorevolmente votato l’istituzione di un capitolo di spesa apposito per il riordino delle carriere dei ruoli non direttivi delle FF. Armate e delle FF. di Polizia.

Ciò significa che il Parlamento dovrà varare una legge delega, appena lo riterrà propizio, e rimanderà la discussione al Governo che investirà le competenti Commissioni degli attuativi.

La legge delega dovrà stabilire i criteri, i principi, le procedure a cui – tassativamente – il legislatore dovrà attenersi, ex art. 76 Cost., nei decreti delegati.

E’ ovvio che detti parametri dovranno muovere da quei presupposti che – secondo noi e non solo – scaturiscono da tutte quelle incongruenze rilevate all’indomani del famigerato ’95 e poi, nell’immediatezza del febbraio 2001, fino ai giorni nostri.

Presupposti che hanno visto il quasi UNANIME (solo Taluni si ostinano a non volerlo riconoscere) riconoscimento di sperequazioni reiterate.

Abbiamo più volte rilevato (prima e meglio di Taluni) come l’attuale fittizia formula concorsuale per V. Sov. riservata agli A.C. non rispecchi il dettato della legge delega e come questa formula – paradossalmente – non faccia altro che reiterare vecchie disparità che penalizzano ulteriormente quei colleghi che pur più anziani e titolati di altri saranno ancora una volta scavalcati dai più fortunati (ma non studiosi…).

Rilevata l’incongruenza, arrivata una messe di lettere arrabbiate dalle segreterie provinciali di Taluni, il problema è rimasto accantonato perché orecchie sorde non ascoltavano, né volevano analizzare il problema, che non era ed non è di poco conto.

La situazione dei V. Sov. vincitori di concorso la conosciamo fin troppo bene.

Abbiamo citazioni a favore in ambiti parlamentari fin dal 1999, progetti di legge che prevedono soluzioni trasparenti per l’anomalia stra-riconosciuta (non da Taluni), un riconoscimento politico forte avvenuto nelle discussioni del D. Lgs. 53/2001 che ha visto portare alla concessione di una esclusiva aliquota di posti riservata al concorso per V. Isp. Abbiamo fatto rilevare come l’inquadramento di circa 17.000 (sì, diciottomila) vice sovrintendenti appartenenti alle 5 FF. di Polizia, compresi i vice revisori, costerebbe alla P.A. solo scarsi 9 milioni di euro/anno per differenza retributiva e farebbe risparmiare una tombola di denaro in termini di risparmio di affitti per le sale necessarie per i concorsi, indennità di missione e rimborsi spese viaggio corrispondenti, recuperato impiego del personale, ecc.

Abbiamo rilevato e fatto rilevare l’incongruenza di una minoranza di colleghi (gli ex ispettori R.E.) che, rispetto agli omologhi e pari anziani dell’Arma ante riforma, sono rimasti indietro di almeno dieci anni di carriera.

E tante altre cose.

Ma ciò nonostante, quando Taluni sono toccati nella questione specifica, infastiditi, ripropongono la solita litania di scuse, opposizioni, ferme ed inoppugnabili sentenze.

I ricorsi: secondo Taluni ci hanno (?) dato torto, senza voler capire che le motivazioni post 2001 dei ricorsi ancora da discutere sono TOTALMENTE differenti da quelle ante e che investono una ben più nutrita sfera di interessati.

La negazione di una totale assenza di selezione concorsuale per esami nel concorso a V. Sov. riservato agli A. C. (NON è un “corso-concorso”…).

La negazione totale – oserei dire propagandistica – del problema degli A. C. trombati dalla ripartizione provinciale dei posti nel 18° AVS  (ma dove sono le decine di lettere e comunicati delle segreterie provinciali che denunciavano l’ennesima fregatura per i più anziani, rei di risiedere in “province a termine”, non degne della politica della prossimità, non bisognose di U.P.G., quanti rospi e cetrioli ancora dovranno ingoiare) e via dicendo.

Oggi, dunque, che si apre uno scenario diverso, che vede la certezza di un futuro riordino, Taluni – queste sono le indiscrezioni e le affermazioni informali ma fondate che pervengono insistentemente – continuano imperterriti ad opporsi a qualsiasi provvedimento di riordino che non sia una pura e semplice “scrematura”, semplificazione delle tante qualifiche e poco altro nel contesto della già varata riparametrazione stipendiale.

Già, perché di unificazione dei ruoli esecutivi non se ne parla proprio! Meglio far perdere la sede (e/o la “sedia”) a pochi sfigati colpevoli di risiedere in province di serie “B” o “C”.

Di inquadramento “intelligente” (previo frequentazione di corsi complementari) di personale che di fatto spesso e volentieri svolge le medesime funzioni e mansioni degli ex Sovrintendenti che mai hanno concorso e mai sono stati formati per essere Ispettori (17.000!) men che meno!!

Manco a parlarne. Ferisce le orecchie.

Le integrazioni e correzioni dei disastri del ’95 non possono oltrepassare la soglia dell’emolumento pensionabile annuo lordo (tra gli 11 ed i 15 euro netti/mese!!! Per tutti, poi).

Senza uno straccio di documento costruttivo, una proposta lungimirante comprensiva di previsione di costi, degli organici, delle necessità, ecc. Senza previsione di un doveroso “passo indietro” nelle competenze, mansioni e funzioni per migliaia di soggetti che – non ce vogliano – hanno di fatto stravolto le figure del “Maresciallo” e dell’Ispettore di Polizia come originariamente era previsto dalla legge 121, dequalificandole.

Certo, è stato il legislatore a volere tale stravolgimento.

Ma chi vive la Polizia ha il dovere di proporre, suggerire e lottare per migliorare una situazione attuale certamente non rosea.

Bene, è ora che ci assumiamo più forti responsabilità per vigilare da vicino l’iter propositivo di quelli che saranno i pareri consultivi che determineranno il prossimo riordino delle carriere della Polizia di Stato.

Onde evitare che Taluni ci facciano ancora una volta dimenticare nei meandri dei Palazzi….

 

 

Scauri, li 15 gennaio 2004                                                                   Il presidente

                                                                                                           Treglia Giuseppe