ASSOCIAZIONE NAZIONALE SOVRINTENDENTI DELLE 5 FORZE DI POLIZIA VINCITORI DI CONCORSO

Corriere della Sera

Sit-in a Montecitorio

Duemila poliziotti contro i deputati «Non vi scortiamo»

La protesta contro il decreto di riordino delle forze dell’ordine «Emigriamo in Padania»

L’inno di Mameli lo cantano assai meglio degli azzurri, «fratelli d’Italia, poliziotti d’Italia». Poi parte lo stornello e i toni si fanno assai meno patriottici. «E-migria-mo-in-Pada-nia» minacciano i 1.800 allievi vice sovrintendenti che presidiano Montecitorio armati solo di fischietti, tamburi, striscioni. Un assedio, che dalle tre del pomeriggio a notte fonda ha costretto i parlamentari a lavorare con le mani sulle orecchie. Le divise le hanno lasciate a casa, ma avvolti in piumini e giacconi ci sono 1.800 poliziotti, commissari e sovrintendenti «per la prima volta uniti nella lotta» contro i decreti di riordino delle carriere che starebbero «sfasciando la Polizia di Stato». Fischiano, urlano, cantano guardati a vista da ragazzi come loro. «Vi lasciamo senza scorte», «se non firmi non ti voto». E anche, in romanesco, «ce faremo er posto fisso». Dal Palazzo comincia la processione dei politici. Ecco Frattini, Gasparri, Veltri, Lucidi. E Borghezio che incita: «non mollate». E loro non mollano. Aspettano il ministro dell’Interno Enzo Bianco, o almeno il sottosegretario Massimo Brutti. Sventolano banconote da mille lire, mostrano la bozza del provvedimento che, a sentir loro, regala «promozioni a go go» a chi non ha fatto nulla per meritarsele. E penalizza i più preparati, che al termine del corso rischiano di non ottenere la qualifica sognata. Questione di gradi, e di grana. Poca però, 80 mila lire lorde in busta paga. Ecco perché urlano «Se lo sbirro non si piazza è il momento che s’in...».
Erano arrivati da tutta l’Italia, affamati dopo due giorni di sciopero-mensa. Nessun colore politico, nessun vessillo sindacale a parte il sostegno dell’Associazione nazionale funzionari di polizia. Una battaglia cominciata via Internet, come inno telematico alla meritocrazia, protesta pacifica per bloccare l’iter di un provvedimento che, se approvato, ghettizzerebbe 4.500 poliziotti. Decine di messaggi, partiti dalle scuole per vice sovrintendenti di Caserta, Nettuno, Spoleto e Roma Casal Lumbroso e approdati sul sito «argonauti.34x.com». Parlano di sogno tradito, di occasione storica (Mauro), di diritti negati (Michele), di una giustizia che deve arrivare dal cielo (ispettore capo G. Valente). E annunciano: non finisce qui. «Combatteremo uniti, perché non passino nuovi colpi alla nostra istituzione».
Monica Guerzoni


Cronaca di Roma