COMITATO SOVRINTENDENTI ED ALLIEVI VINCITORI DI CONCORSO

 

        

         I decreti correttivi del riordino del 1995 (D. L.vo 197/95 – L. 78/2000) stanno per approdare alle competenti Commissioni parlamentari e nulla è stato previsto per noi che, dal 1995 ad oggi, superando un concorso e delle prove assai selettive, corriamo il rischio di essere scavalcati da chi ha già ottenuto tutto solo “ope legis”.

            I sindacati ufficiali, fiutato il malcontento, ci corteggiano ipocritamente: Segretari generali pur avvezzi ai giri di parole, tentando di fare fumo, hanno tuttavia lasciato chiaramente intendere che “siamo pochi” e, in fin dei conti, “non facciamo tendenza”.

            Non possiamo, per certi versi, dare loro torto: quattromila persone circa (tanti sono i sovrintendenti e gli allievi post 197) se continuano a restare ben disunite e prive di coordinamento non hanno veramente alcun peso nel nostro variegato panorama sindacale.

            Ieri una delegazione del Comitato si è recata dal Sottosegretario Massimo Brutti.

Lì abbiamo avuto la netta sensazione che le nostre evidenti ragioni  - quelle della meritocrazia, della professionalità e della cultura -  siano state del tutto dimenticate non solo dal Governo (il Sottosegretario ci ha candidamente confessato di non conoscere gli effetti deleteri del prossimo riordino) ma anche dai soliti sindacalisti che per noi fingono di stracciarsi le vesti.

            E’ giunto il momento di iniziare a riflettere per poter agire autonomamente, diventando soggetti politici in grado di determinare le sorti del nostro gruppo.

            Siamo convinti che si debba e si possa lanciare un segnale forte alla politica e al mondo sindacale. Meritiamo il rispetto del legislatore e quello di chi dice di volerci rappresentare.

Fino ad oggi, però, tutto si è limitato ad iniziative spontanee.

            Siamo in ritardo, ma possiamo, forse, ancora farcela.

Per evitare le solite strumentalizzazioni e per confrontarci con chi, nel 2000, ci sembra che abbia condotto battaglie di alto profilo, abbiamo pensato di rivolgerci all’Associazione dei Funzionari di Polizia. Nessuna sorpresa: non crediamo che siano più spendibili i logori e falsi luoghi comuni sul “corporativismo dei Funzionari”.

Tutti abbiamo ben chiaro che dalla qualificazione e dalla motivazione di tutto il personale, senza distinzione di qualifiche, discende la forza e la credibilità dell’Istituzione alla quale apparteniamo. Solo un’Istituzione forte dà forza e sicurezza al singolo.

Questo è quello che, secondo noi, è lo “spirito di corpo”.

            Abbiamo, perciò, invitato il Segretario Nazionale dell’ANFP, dott. Giovanni Aliquò, a farci conoscere il suo pensiero sulle nostre rivendicazioni e, soprattutto, sul modo in cui esse potrebbero trovare ascolto nelle sedi governative e parlamentari.

            L’ANFP ha risposto entusiasticamente al nostro invito e questo ci sembra già un segnale positivo. Se tutti noi volessimo astenerci dalla mensa per protesta e partecipare alla riunione ne avremmo subito ottenuto un altro, pronto da spendere in tutte le sedi.

            La riunione, per tutti coloro che non si vogliono limitare alle sterili ed avvilite chiacchiere di corridoio, che non si iscrivono tra gli ignavi e che non tollerano le prese in giro, si terrà, dalle ore 12.00 alle 14.00, presso l’Aula Magna della tua Scuola.

 

Partecipa per non farti schiacciare. Partecipa per i tuoi diritti.

 

Roma, 8 febbraio 2001

IL DIRETTIVO DEL COMITATO

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