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Giungono da diversi giorni lamentele di molti frequentatori del 18° A.V.S. in merito alle vignette pubblicate sul sito www.sovritalia.com Soprattutto quella raffigurante un allievo “in castigo” e con il classico cappello “d’asino”. Con la presente vogliamo spiegarne il senso e chiarire, se mai ce ne fosse bisogno, che la satira deve far ridere pensando (o far pensare ridendo?), non dividendo e creando barriere. Del resto proprio questa associazione, in tempi non sospetti, ha difeso la categoria degli Ass. capo aspiranti frequentatori del 18° quando, con la pubblicazione del bando di concorso, molti di loro si videro precludere la possibilità di raggiungere il ruolo superiore in virtù della ripartizione provinciale dei posti che penalizzava centinaia di loro. E anche la graduatoria “per titoli” ha scatenato non poche e clamorose proteste. Al riguardo invito a leggere sul ns sito il “messaggio agli Ass. Capo” e suo naturale seguito che ci ha addirittura fatto meritare una citazione sul SAP Flash n° 7/2003. Leggere per credere. La vignetta incriminata: il capo corso del 16° A.V.S. di Nettuno è stato un collega Sovrintendente Capo (come raffigurato nella vignetta). Come possa essere successo che un Sov. Capo frequentasse un corso per V. Sov. é uno di quei pericolosi paradossi di cui è (purtroppo) piena la recente storia dell’Amministrazione (come anche lo scavalcamento giuridico…), ma tant’é. Il collega, al termine del corso, si é classificato ben al di sotto di tanti neo V. Sov. ma, per effetto delle perverse regole delle norme transitorie del riordino del 1995 (nel 2000!!!), al termine si è ritrovato Ispettore Capo. Il buon Willy, nostro vignettista, ha così inteso riportare la vicenda. Come pure i salti mortali di tanti altri beneficiari e le motivazioni e l’entusiasmo annegati (letteralmente) in un fiumiciattolo siciliano (Alcantara)… Buon per lui (il Sov. Capo/Isp. Capo), ma con la satira abbiamo voluto rendere visibile una stortura che (ancora purtroppo), con vichiana ciclicità, torna a riproporsi, anche se in altri termini. Il cappello d’asino era solo e soltanto una enfatizzazione della vicenda. Ordunque, se taluni si sono sentiti offesi dalla rappresentazione di una situazione che non li vede protagonisti, ce ne scusiamo sinceramente, rammaricandoci che non abbiano, con altrettanta prontezza, ravvisato nella ns attività informativa, anche la difesa degli interessi – se non dei diritti – dei loro pari qualifica trombati per l’ennesima volta da una miope politica delle carriere. Scauri, li 25.05.2004 Giuseppe (Mauro) Treglia |