Nella giornata di ieri 17 marzo, nella splendida cornice di Portonovo (AN) ,presso il centro congressi dell’hotel “La Fonte” si è tenuto il primo meeting “Sovritalia” riservato ed organizzato dai Sovrintendenti vincitori di concorso, intitolato “Polizia di stato moderna… e le carriere? Riordino dei ruoli non direttivi”.

All’iniziativa hanno partecipato numerosi appartenenti al ruolo e sono intervenuti, oltre al Segretario Generale del S.A.P. Filippo SALTAMARTINI, gli Avvocati PARENTE, MINIERI e DI PACE, da tempo coinvolti nella nostra battaglia.

I lavori hanno avuto inizio con l’introduzione da parte dei colleghi Armando ROSSI (referente sovritalia sovritalia@interfree.it ) e Mauro TREGLIA (referente argonauti   mtreglia@tiscalinet.it ) degli aspetti giurisdizionali dei precedenti riordini delle carriere del 1995 (D.lgs. 197/95) e del 2001 (D.lgs.53/01).

Nell’occasione è stata illustrata una proposta di legge ideata da due parlamentari di Forza Italia, On. MARRAS ed On. VITALI, relativa al riordino delle carriere dell’Arma dei Carabinieri che, se approvata, permetterà l’avanzamento ai ruoli superiori degli attuali Appuntati Capo e Vice Brigadieri vincitori di concorso.

Primo argomento trattato è stato quello di aumentare immediatamente lo scambio di informazioni tra i colleghi del XV, XVI e XVII corso poiché la dispersione territoriale degli stessi comporta un difficoltoso coordinamento, in modi e termini da valutare ma che richiederanno comunque un maggiore interesse da parte di tutti noi.

Importante sarà individuare dei punti di riferimento a livello provinciale in modo da indirizzare con maggiore efficacia tutte le iniziative che da qui verranno intraprese.

Ulteriore premessa di fondamentale importanza è stata quella, unanimemente accolta e condivisa, di sfatare il falso mito della nostra riluttanza all’apertura delle carriere agli attuali Assistenti Capo.

Ad onore del vero è stato ritenuto che l’attuale regolamento, derivante dal D.lgs. 53/01, creando false illusioni, si rivelerà quanto mai dannoso nei loro confronti.

Infatti l’attuale regolamento prevede che questi, in base alla graduatoria che deriverà dalle domande inoltrate con l’uscita del prossimo concorso, verranno ammessi alla frequenza di un corso di formazione della durata non inferiore a mesi tre (probabilmente sei) e verranno successivamente destinati in base alla ripartizione provinciale dei posti disponibili, obbligando in pratica a non fare domanda a tutti quegli Assistenti Capo che non vedranno garantito il rientro nell’attuale sede di servizio.

Quindi quella che da alcuni sindacati è stata proclamata come una vittoria ed un’apertura delle carriere dalla base, in realtà si traduce in un’illusione anche pericolosa nei confronti di chi, dopo tanti anni di servizio, deve comunque mettersi in discussione per poter progredire nella scala gerarchica.

La posizione dei vincitori di concorso per Sovrintendente, in merito, è quella di consentire l’accesso degli Assistenti Capo al ruolo superiore per inquadramento, ovvero tramite frequenza di un corso di aggiornamento con mantenimento di sede ed assenza di qualsiasi forma di concorso, anche se per titoli.

Logicamente il tutto non potrà prescindere da un’apertura per gli attuali Sovrintendenti, del ruolo superiore, anche previa frequenza di un eventuale corso di aggiornamento.

A tal fine è stata anche presentata una bozza di modifica del D.Lgs. 53/01 da porre all’attenzione dei colleghi tutti.

Per chi ritenesse gli attuali Sovrintendenti, spesso indicati come “vincitori di schedina”, impreparati all’eventuale ruolo Ispettori, è stato anche ricordato che gli ultimi tre corsi (XV, XVI e XVII), hanno visto mediamente il 22% di vincitori in meno rispetto ai precedenti rispetto ai quali era richiesto un più ampio programma di studi ed una valutazione del 70%, mentre è noto che nel passato alcune graduatorie hanno consentito la frequenza del relativo corso (che non citeremo per gentilezza) a candidati con l’insufficienza.

Comunque, per ovviare a qualsivoglia polemica è stato più volte ribadito il concetto che la posizione dei partecipanti al meeting e dei Sovrintendenti in genere, non è quella distruttiva nei confronti di chi ha acquisito dei vantaggi o di chi potrebbe ottenerne in seguito ma, punto fondamentale, è quello di risanare definitivamente tutte le sperequazioni perpetrate dai passati riordini sin qui attuati.

L’intervento dei citati legali ha sottolineato come nel tempo questi provvedimenti hanno sistematicamente e ripetutamente violato alcuni fondamentali principi costituzionali e che i provvedimenti succedutisi nel tempo, anziché sanare le precedenti ingiustizie, ne hanno creato di nuove.

Inoltre gli stessi hanno fatto il punto della situazione per quanto riguarda i ricorsi ancora in atto, ovvero quelli del XVI  e XVII corso che, unificati, attendono la discussione presso il T.A.R. del Lazio che, in seguito al diniego del ricorso presentato da  alcuni vincitori del XV corso ( ricordiamo che le motivazioni dello stesso erano molto diverse), ha visto la nomina di un nuovo presidente.

Per quanto riguarda i ricorrenti del XV corso della Scuola di Caserta si è appreso che l’Avv. Gentile che aveva il mandato relativo, non ha unificato l’istanza con gli altri colleghi di Pescara e Nettuno e quindi al momento non è dato conoscere ulteriori informazioni in merito; tali notizie saranno reperite e comunicate al più presto dalla Consulta Sovrintendenti di Firenze e Toscana (m.mauro71@libero.it  unicobele@libero.it ) che provvederà a rintracciare il legale campano nel più breve tempo possibile.

Successivamente è intervenuto il Segretario Generale del S.A.P. SALTAMARTINI il quale ha ribadito il sincero interessamento alla vicenda dell’O.S., pur non risparmiando nella circostanza qualche pungente critica nei confronti dei colleghi del XVII corso che, per scarsa informazione, avevano attuato una forma di protesta a suo dire controproducente.

Il dibattito ha visto a questo punto un vivace scambio di vedute che, mantenendosi nel più totale, reciproco e cortese rispetto, ha permesso di ripianare alcune divergenze che da qui derivavano.

Il segretario ha espresso scarsa fiducia nella via giurisdizionale di un’eventuale riconoscimento dei nostri diritti lesi, ribadendo una maggiore speranza nell’attività politico-sindacale per la quale, pur non professandosi assoluto porta-bandiera dei Sovrintendenti, dovendo giustamente garantire tutele categorie della Polizia di Stato, ha garantito pieno appoggio ritenendo più che lecite le nostre rivendicazioni che già trovano spazio nel programma della menzionata O.S..

Nel corso del meeting è stato quindi evidenziato che le iniziative che da qui deriveranno, dovranno essere necessariamente condotte sul doppio binario politico/giurisdizionale, cercando nel contempo di tenere costantemente aggiornati tutti i colleghi sugli sviluppi relativi, anche a mezzo di convegni itineranti per i quali si sono resi disponibili sia i maggiori “attivisti” della categoria, sia i volenterosi avvocati.

 

 

Mauro Marci